Sorbetto… Passione tra acqua e frutta.. in flutes pura eleganza…

Il sorbetto, vero progenitore del gelato ne ha fatta di storia e di carriera… I primi cenni sul sorbetto vanno a Roma, dall’imperatore Nerone, che faceva arrivare il ghiaccio dall’Appennino…. In Sicilia gli arabi usarono la neve dell’Etna mista a sale marino… Che dire, ci sono cibi, oggetti, persone intramontabili, la naturalità, la semplicità premia sempre.. 

moke up limone esselunga.jpgsorbetti annika limone.jpgPer una cena, come rompipasto, come dessert, vi propongo le mie flutes al limone….

annika.jpgIl destino delle nazioni dipende dal modo in cui si nutrono” Anthelme Brillat-Savarin (Fisiologia del gusto 1825)18-06-2011 11.54.42.JPG

Sensi risvegliati……………. sorbetto al limone e poesia …

sorbetto al limone,agrumi,poesia,tempo,cena,sensi risvegliati,vita,sorbetti annika bocSono a Milano e c’è il sole… Dopo tanto grigio, freddo ,zuppe calde e invidia per le specie animali che possono andare in letargo!  Stasera approfitto del buon umore  e organizzo una cena, non può mancare il dessert!

Usiamo gli agrumi come involucro del gelatolimone.jpg: La buccia esterna è molto bella riempita di sorbetto.Quindi procuriamoci limoni,arance  o  pompelmi, del sorbetto e un coltellino! Io userò dei limoni , quindi  stacchiamo la polpa ai bordi con un coltellino affilato, poi estraiamo la polpa con un cucchiaino. Mettiamo il sorbetto negli involucri di frutta, avvolgiamoli nella pellicola trasparente e teniamoli in freezer ,li serviremo con un rametto di menta! Facilissimo………

Sempre riguardo al risveglio dei miei sensi ho trovato un frammento di James Timpton, che ho avuto sotto il naso ogni giorno ma che ho notato solo oggi.. Scrivetelo a mano e portatelo con il dessert….. 

“Sono nato con la bocca aperta…

facendo il mio ingresso in questo mondo succoso

di pesche e limoni e sole maturo

e nella rosa e segreta carne di donna,

questo mondo in cui la cena è

nel respiro del deserto sottile

nelle spezie del mare distante

che galleggiano nel sonno a notte fonda.

Sono nato in un punto imprecisato tra 

il cervello e la melagrana

assaporando consistenze deliziose

di capelli e mani e occhi,

sono nato dallo stufato del cuore

dal talamo infinito, per camminare

su questa terra infinita.

Voglio nutrirti dei fiori di ghiaccio

su questa finestra d’inverno,

gli aromi di molte zuppe,

il profumo di candele sacre

che in questa casa di cedro mi insegue.

Voglio nutrirti della lavanda

che si sprigiona da certe poesie,

e della cannella delle mele che cuociono,

e della gioia semplice che vediamo

nel cielo quando ci innamoriamo.

Voglio nutrirti della terra acre

dove ho mietuto l’aglio,

voglio nutrirti dei ricordi

che si levano dai ciocchi dei pioppi

quando li spacco 

e del fumo di pigne

che circonda la casa in una notte quieta,

e i crisantemi posati sulla soglia della cucina”.


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